Spremute di Decameron #13

Spremute di Decameron #13

Con queste poche righe si conclude l’avventura annuale con le novelle tratte dal Decameron di Giovanni Boccaccio. Da dicembre 2019 fino a oggi ogni primo giovedì del mese abbiamo riassunto una delle cento novelle del libro. Scorrendo nella pagina, oltre che Camomille Poetiche e canzoni e fiabe, troverete anche 11 novelle e il proemio.

Oggi, invece, passiamo all’ultima parte di questa complessa raccolta di racconti che si fa poi romanzo. Ossia, la conclusione dell’autore. Scritto nel ‘300, ispirato dai fatti della peste che colpì Firenze a quei tempi, il Decameron, inserendole in una struttura perfetta, fa raccontare a 10 amici 10 novelle per 10 giorni. Deca. Dieci. Decameron. In molti casi si tratta di narrazioni libertine e spregiudicate, in altre di storie tristissime, di odio, di gelosia. Tutte le emozioni umane son qui raccolte.

E sapete a chi Boccaccio ha dedicato questa sua fatica? A voi, “Nobilissime giovani”. Alle donne. Lo scrive nella conclusione al libro. Spiegando perché l’ha scritto, mettendo un freno preventivo ad alcune male lingue, chiedendo di prendere queste pagine per quel che sono: la rappresentazione del grande teatro che è il mondo.

QUI FINISCE LA DECIMA E ULTIMA GIORNATA DEL LIBRO CHIAMATO DECAMERON
COGNOMINATO PRINCIPE GALEOTTO

E lo è un principe galeotto, eccome se lo è. Scritto secoli fa e ancora così ostinatamente, superbamente moderno.

Grazie a chi ha seguito i nostri piccoli riassunti mensili. Ci vediamo alle prossime iniziative di Paensieri!

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