Spremute di Decameron #11

Spremute di Decameron #11

La terza giornata del Decameron è dedicata a chi con astuzia conquista una cosa tanto desiderata. Boccaccio fa aprire le danze, affidandogli la prima novella, a Filostrato che sceglie di narrare la storia di Masetto da Lamporecchio. Povero e in cerca di fortuna, si finse muto per farsi assumere come ortolano in un monastero di sole donne nei pressi di Firenze. Stolto non era Masetto, come si evince dall’introduzione alla novella.

Boccaccio, infatti, spiega fin da subito che stolto è chi pensa che le donne perdano gli appetiti femminili una volta che vien messa loro sul capo la benda bianca e la cocolla nera. Così come stolto è chi crede che la zappa e le fatiche sul campo tolgano all’uomo il desiderio di avere una donna.Ben consapevole di tutto questo, Masetto, giovane aitante e nel pieno delle sue forze, appena seppe che l’ortolano del monastero si era licenziato per la paga troppo bassa, si finse muto per essere assunto senza destare troppa attenzione per il suo aspetto.

Il monastero, d’altronde, era famoso per la sua castità.Masetto riuscì nel suo intento e così iniziò a lavorare nell’orto per sopperire alle esigenze delle otto monache e della badessa. Le monache, certe che lui non le potesse sentire, iniziarono a fantasticare su di lui: «Ah, fare l’amore si dice che sia cosa dolce. Masetto sarebbe perfetto per provarci, perché lui non lo potrà mai dire a nessuno», dicevano.E così lo portarono in un capannino e a turno ne goderono. E la cosa andò avanti per tanto tempo nello stesso posto: nessuna monaca evitò il piacere di Masetto.

Un giorno addirittura la badessa, che lo vide disteso quasi spogliato nel giardino, fu presa dalle voglie e lo portò nella sua stanza per qualche giorno. Masetto, stanchissimo, un giorno prese a parlare. Doveva per forza trovare una soluzione e spiegare che non poteva soddisfare 9 donne insieme. «Non sono muto per nascita, ma per trauma», spiegò. Nessuna notizia fu più lieta per badessa e monache. Dato che il monastero era senza amministratore, le pie donne presero una decisione tutte insieme. Prima di tutto il fatto che a lui fosse tornata la voce era un’altra conferma di quanto fosse sacro il monastero e poi Masetto fu posto come amministratore.

Nel frattempo le religiose trovavano risposte ai loro piaceri con Masetto. E lui divenne ricco in piaceri e in denari, capovolgendo la sua vita e adoperando al meglio la sua giovinezza.E così si conclude la primissima parte della terza giornata guidata da Neifile, che vedrà ancora altre belle storie a lieto fine.

Novella 1

Giornata 3